RAFFAELLO - I “CARTONI FARNESIANI”
Indagini e pulitura della superficie

Il cartone di Raffaello, esposto nel 1958 nel nuovo Museo di Capodimonte e raffigurante “Mosè davanti al roveto ardente”, è un cartone preparatorio da spolvero utilizzato per la figura di Mosè da affrescare in uno dei quattro scomparti della volta della Stanza di Eliodoro in Vaticano, i cui lavori iniziarono subito dopo la Stanza della Segnatura, nel 1511.
Il cartone è pervenuto a noi applicato su tela, integrato con l’aggiunta di due fogli di carta triangolari e sottoposto, nel 1839, ad un pesante intervento di ridipintura da parte di Camillo Checcacci.
La rimozione dell’intervento “pittorico” si è recentemente resa necessaria per evitare danni irreparabili alla materia del supporto. Dovendo evitare di “bagnare” il cartone si è scelto l’uso di compresse di resina a scambio ionico per ammorbidire ed asportare i materiali componenti la “velatura”.
Dopo un insieme di indagini chimiche e stratigrafiche eseguite dalla Syremont per individuare le caratteristiche della carta utilizzata a suo tempo e la natura dei colori e dei materiali usati nella ridipintura, la stessa Syremont ha preparato e fornito i fogli di resina già pronti per l’uso.
Sono stati utilizzati due tipi di fogli, uno a base di resina forte (SA) e uno a base di resina debole (WA).
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Nella Foto: Il Cartone di Raffaello dopo il trattamento




